ARTICOLO

La storia di un esoscheletro semplice, utile, umano

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La storia di un esoscheletro semplice, utile, umano

Cerchiamo di essere pragmatici, di essere
innovativi e di essere utili
per la vita delle persone.

Samuel Corgne
Fondatore di Hapo

Cerchiamo di essere pragmatici, di essere
innovativi e di essere utili
per la vita delle persone.

Samuel Corgne
Fondatore di Hapo

Ripensare l'esoscheletro per renderlo leggero, discreto, intuitivo e, soprattutto, utile ai lavoratori che svolgono mestieri fisici e impegnativi. È l'ambizione che ha spinto Samuel Corgne a fondare HAPO nel novembre 2018 ad Anduze, nel Gard...

Alle origini di Hapo: quando Samuel Corgne decide di ripensare l'esoscheletro

Nonostante i progressi innegabili dagli anni 2000,
il tasso di occupazione delle persone in
situazione di disabilità rimane molto basso in Francia (appena
il 39% nel 2023, secondo l'INSEE). 

Di fronte a questa realtà, Samuel Corgne, imprenditore impegnato nell'innovazione sociale da oltre 18 anni, decide di agire. A capo di un team di oltre 300 collaboratori distribuiti in 9 agenzie in Francia, il fondatore di ErgoSanté si è dato la missione di migliorare l'autonomia e la qualità della vita delle persone con disabilità grazie a soluzioni di adattamento del posto di lavoro.

Nel novembre 2018, ad Anduze, nel Gard, lancia Hapo. La sua riflessione sull'integrazione professionale delle persone con disabilità lo porta naturalmente verso gli esoscheletri, dispositivi di assistenza fisica destinati a facilitare i compiti gravosi, in particolare nell'industria, nelle costruzioni, nella logistica, nella sanità o nei servizi di manutenzione, dove gli operatori devono regolarmente:

• Sollevare carichi pesanti;

• Lavorare con le braccia in alto;

• Adottare posture scomode per lunghi periodi.

Ma ciò che scopre non lo soddisfa.

All'epoca, gli esoscheletri erano ampiamente associati al concetto di "uomo potenziato", con capacità fisiche amplificate. «Ci dicevano che l'esoscheletro serviva per far lavorare di più le persone», racconta Samuel. Con Hapo, lavorerà quotidianamente per sfatare questi pregiudizi.

Hapo, o l'esoscheletro "seconda pelle"

Dispositivi non motorizzati,
ultra-leggeri, che si integrano naturalmente
ai gesti professionali.

Esistono già esoscheletri all'avanguardia. Sono motorizzati, pieni di sensori, batterie e gadget di ogni tipo. Ma non potrebbero essere utili ai lavoratori perché troppo pesanti, troppo costosi, troppo complessi.

Per Samuel, l'esoscheletro dovrebbe essere naturale come un abito da lavoro, qualcosa che si indossa al mattino senza nemmeno pensarci, e che ci protegge quando ne abbiamo bisogno, senza imporsi durante tutta la giornata lavorativa.

Questa visione si traduce concretamente nella progettazione degli esoscheletri Hapo: dispositivi non motorizzati, ultra-leggeri, che si integrano naturalmente nei gesti professionali per ridurre la fatica e prevenire i disturbi muscoloscheletrici (DMS).

Il Hapo CS, ad esempio, pesa solo 900 g, si indossa in 45 secondi e si toglie in appena 20 secondi.

Questa rapidità di messa in opera e di rimozione è essenziale: un tecnico di manutenzione può, ad esempio, togliere rapidamente il suo esoscheletro per compiti di precisione a terra, e poi rimetterlo in pochi secondi quando deve lavorare con le braccia alzate su un'installazione elettrica.

Come una seconda pelle

Un esoscheletro performante è innanzitutto uno strumento che protegge il corpo dai DMS e previene l'affaticamento muscolare. Ma è anche un dispositivo così leggero che l'utente può dimenticarsi della sua presenza, pur constatandone i benefici alla fine della giornata, nel corso delle settimane, dei mesi e degli anni: meno tensione, meno affaticamento, più comfort al lavoro.

Il DNA di Hapo in tre parole: pragmatico, innovativo, utile

Nei nostri laboratori di Anduze, nel cuore del Gard, ingegneri, scienziati, esperti ergonomi e tecnici lavorano fianco a fianco per sviluppare gli esoscheletri Hapo. Tre principi guidano il loro lavoro: il pragmatismo, l'innovazione al servizio della semplicità e l'utilità per i lavoratori. Ecco come questi valori si traducono nella vita quotidiana.

1 LA FORZA DEL PRAGMATISMO

L'approccio di Hapo è innanzitutto scientifico. Ogni esoscheletro passa attraverso una serie di test che misurano la sua capacità di ridurre effettivamente le tensioni muscolari.

Diversi studi, tutti documentati sul nostro sito, quantificano i benefici dei diversi modelli. Alcuni esempi:

• Il Hapo UP riduce del 40% le sollecitazioni sulla spalla nei compiti che richiedono di mantenere le braccia sopra la testa, e del 28% per la manipolazione di carichi leggeri in altezza;

• Il Hapo FRONT riduce l'attività muscolare dei bicipiti del 33% e quella dei deltoidi del 16% durante i compiti dinamici eseguiti con le braccia a mezza altezza;

• Il Hapo BACK ha dimostrato una riduzione del 20% della sollecitazione dei muscoli della schiena (lunghissimo e grande dorsale) per compiti in piedi o in flessione completa.

«Il pragmatismo si traduce anche nel rapporto con i nostri clienti. Il mio consiglio alle aziende che cercano di migliorare le condizioni di lavoro dei loro team», spiega Samuel Corgne, «è di non orientarsi direttamente verso gli esoscheletri, ma di porsi la domanda su ciò che viene fatto, su ciò che può essere fatto diversamente per ridurre la penosità. E se questa riflessione è già stata fatta, allora il tema degli esoscheletri può essere una delle soluzioni.»

2 L'INNOVAZIONE, O L'ARTE DELLA SEMPLICITÀ

Per Hapo, l'innovazione non risiede nella complessità tecnologica, ma nella semplicità d'uso.

Prendiamo l'esempio delle aste a molla, il cuore degli esoscheletri Hapo. Questi elementi in materiale composito funzionano come elastici: immagazzinano energia durante la flessione e la restituiscono durante il raddrizzamento. Una soluzione completamente meccanica che non richiede né batteria né manutenzione complessa.

L'innovazione è anche permettere a ogni lavoratore di indossare un esoscheletro perfettamente adattato alla sua morfologia. Disponibili in diverse taglie, gli esoscheletri Hapo includono un sistema di regolazione inedito che consente di regolare l'assistenza indipendentemente su ciascun lato del corpo grazie alle cinghie di pre-tensione. Risultato: esoscheletri che coprono il 98% delle morfologie.

L'innovazione Hapo si estende anche al digitale con Hapo LEA, un'applicazione di valutazione posturale gratuita che utilizza la Computer Vision per analizzare i movimenti del corpo e identificare i rischi di TMS. Utilizzata oggi da oltre 21.000 persone, consente a ogni azienda di identificare rapidamente le posture a rischio grazie a un semplice video ripreso da uno smartphone.

Il Hapo CS, un esoscheletro decisamente femminile.
Il Hapo CS è il primo esoscheletro pensato per le donne, che possono presentare caratteristiche diverse dagli uomini: curvatura lombare più pronunciata, bacino più largo, distribuzione differente della massa muscolare dorsale, centro di gravità più basso, torace più pronunciato, ecc.

3 L'UTILITÀ COME MISSIONE PRIMARIA

Hapo sviluppa ogni esoscheletro per rispondere a un'esigenza ben identificata: alleviare la schiena durante le flessioni, ridurre l'affaticamento delle braccia sollevate, diminuire le sollecitazioni dei movimenti ripetitivi a mezza altezza, proteggere il collo e la nuca, ecc. Una gamma completa in cui ogni dispositivo ha la sua ragion d'essere.

L'utilità è anche saper dire no:

• No alle funzionalità superflue, ai gadget che appesantirebbero l'esoscheletro;

• No a soluzioni generiche e standardizzate che non terrebbero conto delle specificità di ogni mestiere e di ogni morfologia;

• No alla visione dell'uomo aumentato che perderebbe di vista l'essenziale: preservare la salute e il benessere sul lavoro